Di pari passo

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Gli animali ci parlano, o meglio: comunicano con noi. Si, perchè non mi riferisco solo ai bau, miao e versi vari, ma a tutta quella comunicazione non verbale fatta di gesti, immagini e situazioni. Se c’è una cosa che con gli anni ho imparato da loro è che sono degli ottimi barometri, indicatori di noi umani con il quale condividono la casa, e spesso ti dicono anche che aria tirerà nei giorni futuri…

É già la seconda volta che mi succede con Fiocchi, il mio cane: a distanza di un paio di settimane da un suo problema alla zampa posteriore destra, ecco che ‘infortuno anch’io allo stesso arto… La prima volta è stata la peggiore per entrambi, la seconda più lieve, ma è servita da conferma! C’è una frase di Agatha Christie che dice: Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi sono una prova. Bene, dal momento che non credo alle coincidenze per quanto mi riguarda posso iniziare ad indagare già con due indizi!

Per quanto io lavori con gli animali e non con serial killer, alcuni dei metodi d’indagine dei quali mi avvalgo sono gli stessi che usa la squadra BAU (Behavioral Analysis Unit) di “Criminal Minds”: profiling e intervista cognitiva sono all’ordine del giorno, ma quando il lavoro è da fare su se stessi diventa molto, ma moooooooolto più difficile, perchè ci sono pure le proprie proiezioni che annebbiano la reale percezione delle cose, e per fortuna, se non dovessi riuscire ad essere obiettiva, anch’io mi posso avvalere di altri esperti professionisti del campo!

La cosa bella di tutto ciò è l’interconnessione tra tutti quanti in casa: Betún momentaneamente chiuso in gabbia perchè stiamo cercando di ridimensionare un attimino la sua territorialità, tanto che così ottimizzo la mia convalescenza senza avere un coniglio perennemente tra i piedi e Nina che tutto d’un tratto mi si improvvisa crocerossina dormendomi accanto tutte le notti e arrivando tutte le mattine appena apro gli occhi per alzare le mie frequenze.

Si, perchè quando si parla di piedi e caviglie, c’è un forte nesso con le proprie radici. E proprio la notte prima di farmi male ho sognato che andavo dall’estetista a farmi la pedicure per farmi togliere delle specie di radici che avevo incuneate nelle pelle delle piante dei piedi, dalle quali sbucavano folti fili d’erba, tanto che le piante dei miei piedi erano proprio rivestite da un soffice prato, che non mi dava fastidio, però non era bello!

Se c’è un’altra cosa che ho capito è che quando qualcosa non è bello vuole dire che non piace, e se non piace bisogna rimboccarsi le maniche per far si che diventi bello per se stessi, rispettando il proprio canone di bellezza, perchè deve piacere e far stare bene contemporaneamente. E allora tutti all’opera per capire cosa c’è di così profondo da cambiare in me, ognuno a lavorare su qualcosa, ognuno di noi dice e fa qualcosa, ognuno ha il suo ruolo e da il suo apporto a questo nuovo caso di casa! Siamo fantastici, una squadra coi Fiocchi… Anch’io ho la mia squadra BAU, ma non facciamo parte dell’FBI! Ho sempre sostenuto che questa mia famiglia sia una squadra, ogni tanto cambiano i loro componenti, ma chiunque arrivi qui è sempre molto affiatato e sa decisamente il fatto suo!